Nato a Torino nel 1975, Filippo Chieli si laurea e ottiene un dottorato in Economia, insegna all’Università e lavora per primarie banche d’affari a Londra e Milano. Mostra un interesse per la fotografia fin da giovane e sviluppa un forte senso geometrico e grafico nella composizione fotografica. Le sue immagini sono caratterizzate da rigorosi equilibri e ritmi scanditi. La sua prima mostra personale è a Milano nel 2009 dove vive e lavora; da allora partecipa a mostre collettive, fiere internazionali, concorsi e aste fotografiche. Nel 2012 è stato “Proposta MIA” al MIA Art Fair Milano, dove registra il maggior numero di vendite fra i giovani artisti; nel 2013 più di 2.000 persone visitano la sua mostra personale al Castello Sforzesco di Vigevano. Nel 2014 partecipa con Paola Sosio Contemporary Milano, a The Others Art Fair a Torino e nel 2017 a MIA Ar Fair a Milano.

Born in Torino in 1975 Filippo Chieli gets his academy degree and a PHD in economics, he teaches economics and works in merchant banking.
He shows interest in photography at a early age, and since then he practices his strong sense for geometries in his photographic composition. His images are characterized by stricht balances and rythms. His first solo show in 2009 as held in Milan, where he lives; since then he participates in many collective shows, international fairs, contests and auction sales. In 2012 he is awarded as “Proposal MIA” at MIA Art Fair in Milan, where he sets the record for the highest number of sales among young artists; in 2013 more than 2.000 people visit his solo show at Castello Sforzesco in Vigevano. In 2014 attends “The Others Art Fair” in Turin with Paola Sosio Contemporary Art and in 2017 in MIA Art Fair in Milan.

info@filippochieli.com

Mostre Personali / Solo Exhibition

2017 – from 9th to 12th of March 2017 – MIA Art Fair 2017, The Mall, Piazza Lina Bo Bardi, 1, 20124 Milan

2015 – from 5th of April – Travel Geometry – God Save the Food, via Tortona 34, Milan

2014 – from 13th of December to March 2015 – Travel Geometry – Il Piccolo, corso Garibaldi, Milan

2014 – from 6th to 9th of November – The Others, Turin – Le Nuove, via P. Borsellino 9 Turin, Stand B16 1st floor – “Travel geometry” – Paola Sosio Contemporary Art

2014 – from 26th of May to 15th of September – “Filippo Chieli”, Azimut Sgr, Palazzo Bocconi, Corso Venezia 58, Milan

2014 – from 8th to 30th of April – “Italy Loves Design” – Milan Design Week, via Tortona 34, Milan

2013 – 11th of July –  20th of September – “Filippo Chieli”, Castello Sforzesco di di Vigevano – Pinacoteca Civica

2012 – 3rd-6th of May – “Proposta MIA”, MIA Fair, Superstudio Più, Pad. 1 Stand 34, Milan (www.miafair.it)

2009 – 12th of March -12th of May – “Prospettive”, Minotti showroom, Piazza Diaz, Milan

Mostre Collettive / Group Exhibition

2014 – 2nd of December – Galleria d’Arte Moderna, corso Palestro 16, Milan in partnership with Christie’s

2014 – 4th of November – “Scatti per bene”, Sotheby’s, via Broggi 19, Milan

2013 – 5th of November – “Scatti per bene”, Sotheby’s, via Broggi 19, Milan

2013 – L’acquaforte – “Primavera 2013”, via Principe Amedo 29/c, Turin

2012 – 23rd of October  – “Scatti per bene”, Sotheby’s, via Broggi 19, Milan

2009 – “Territorio e Territori”, Tucano Viaggi Concept Store per La Stampa, Piazza Solferino, Turin

2009 – “Che mille bambini crescano”, Epsilon Onlus, Galvanotecnica Bugatti, Milan

2006 – “Torino 2006, la foto del cambiamenTo”, Fondazione Eni Enrico Mattei, via Po, Turin

Pubblicazioni / Publication

2013 – Flou Catalogue “Designed by Flou, made by you”

Rassegna stampa / Press Release

Gli equilibri geometrici sono alla base della composizione della natura, così nel complesso dei paesaggi come anche nei singoli elementi: dai singoli particolari, fino all’insieme, alle forme degli orizzonti naturali. L’architettura è la disciplina che rispecchia più profondamente l’equilibrio dei pieni e dei vuoti, dell’armonia o dei contrasti tra volumi tridimensionali. Natura e architettura, sono in questo caso protagoniste della ricerca fotografica Travel Geometries di Filippo Chieli. L’indagine è trasversale a questi due campi, si applica allo spazio naturale così come alla creazione razionale dell’architettura, in maniera analitica, ma mantiene al tempo stesso un approccio poetico.
Le geometrie sono certamente accessibili ai nostri occhi, ma è fondamentale lo sguardo che le renda elementi protagonisti all’interno di una cornice, prima concettuale e poi fisica; questa è l’immediata capacità degli scatti che fanno parte di questo progetto. Non si tratta di una rappresentazione di scorci di paesaggi, o di singoli elementi, ma l’indagine si dirige verso la definizione della forma, per rintracciare il dialogo tra armonia e contrasto della geometria; tra lo spazio naturale e lo spazio razionale dell’uomo. Linee rette si intersecano creando visioni quasi astratte e linee morbide aprono spazi pieni e vuoti, creando nuovi piani e texture che emergono da un procedimento di visione e infine di sintesi.
Ciò che viene selezionato dallo sguardo dell’artista, definisce un campo di indagine e crea un’immagine netta, che diventa un nuovo modo di vedere la realtà.

Geometrical balances can be found within the inner structures of nature, both in complex landscapes and in their basic elements: from the details to the totality, in the colossal natural horizon. Architecture is the main discipline that mirrors these specific balances of full and empty spaces, of harmony and contrast in masses and volumes, in three-dimensions constructions. Nature and architecture, in this particular aspect, are the main fields of research of Filippo Chieli’s Travel Geometries. His inquiry crosses these two categories, it applies to natural spaces as well as to rational architectonic creations, following an analytic method but always maintaining a poetic approach.
Geometries are real and lay in everyday life accessible to our eyes, but it is necessary that somebody points at them and frames them, at first conceptually and then physically; this is the immediate ability that can be found in this project. It is not about landscape or particular elements in it, it is actually a definition of form, to highlight the dialogue between geometric harmonies and contrasts, between natural and rational spaces. Lines intertwine creating abstract visions, empty and full spaces, textures that emerge from visions and synthesis.
Images are neat, defined, they create a clear study field that suggest a new and fresh way of looking at reality.

Federica Griziotti – MIA Art Fair 2017

C’è un forte senso geometrico che attraversa la realtà, definisce gli spazi, determina il senso dell’armonia, tuttavia sono in pochi ad essere in grado di coglierlo. Non c’è quindi da stupirsi se è un fotografo a individuarlo perché l’abitudine ad osservare il mondo attraverso il mirino di una fotocamera porta a un’attenzione e a una riflessione non comuni. Filippo Chieli si confronta con paesaggi naturali o urbani conservando la stessa coerenza visiva che emerge nel rigore compositivo delle sue immagini: divide lo spazio creando cesure, individuando fratture nette delle linee, sottolineando spigolosità. La sua capacità di selezione gli permette di confrontarsi con le superfici più diverse per trasformarle in elementi dotati di un’inaspettata vitalità: i piani si intersecano in un gioco complesso dove la luce, sempre radente, assume un ruolo importante perché crea ombre nette arrivando così a moltiplicare triangoli, trapezi, parallelepipedi in accostamenti decisamente armonici. Solo in un secondo momento ci si accorge che queste geometrie sono in realtà scorci di monumenti, dettagli architettonici, facciate di edifici. La stessa cosa succede quando ci si trova di fronte alle linee che dividono, attraversandolo, lo spazio vuoto del cielo: si è troppo attratti dall’intensità dei colori e dal rigore formale dell’insieme per capire che non ci confrontiamo con una composizione astratta ma con un particolare architettonico abilmente ripreso. Perfino quando le linee si addolciscono e compaiono in uno scorcio questa volta riconoscibile come quello dell’interno del Museo Guggenheim di New York, è il senso della scansione spaziale a dare un senso preciso all’immagine. Quando dalla realtà urbana sposta la sua attenzione a quella naturale, Filippo Chieli conserva coerentemente la sua sapienza compositiva con paesaggi delicati che ricordano l’estetica delle antiche stampe orientali di cui conservano la pulizia formale e un accentuato senso poetico.

A strong geometric sense crosses reality, defines spaces and determines a sense of harmony. Nevertheless, not many people are able to grasp it. It is hardly surprising therefore to find that the person who identifies it is a photographer, inasmuch as photographers are in the habit of observing the world through the lens of a camera and this results in an uncommon attention for and reflection on things. Filippo Chieli confronts himself with natural or urban landscapes with the same visual consistency which comes to light in the compositional rigour of his images: he splits up space by creating breaks, identifying clean line fractures and underlining sharp edges. His selecting skills enable him to address the most diverse surfaces and transform them into elements featuring unexpected vitality: planes intersect in a complex game where light, always lambent, takes on a major role because it creates sharp shadows, thereby multiplying triangles, trapeziums, parallelepipeds in decidedly harmonic combinations. It is only afterwards that you notice that in actual fact these geometries are pieces of monuments, architectural details, building facades. The same thing occurs when you are faced with lines that divide, by crossing, the empty space of the sky: you are too attracted by the intensity of the colours and by the formal rigour of the whole to understand that you are not confronted with an abstract composition but with a skilfully shot architectural detail. Even when the lines weaken and appear in a shot, recognisable this time as the interior of the Guggenheim Museum of New York, it is the sense of spatial scanning which gives a precise meaning to the image.  When Filippo Chieli shifts his attention from urban to natural reality, he continues to consistently maintain his compositional knowledge with delicate landscapes which recall the aesthetics of old oriental prints of which they maintain the formal cleanliness and an accentuated poetic sense. 

Roberto Mutti, Milan Image Art Fair – MIA, maggio 2012

 

Una realtà, quella attraversata da Filippo Chieli, che si rivela densa di geometrie, di prospettive architettoniche e di rigore stilistico. Il percorso espositivo proposto negli storici ambienti della Pinacoteca Civica ”C. Ottone” del Castello Sforzesco di Vigevano consente al visitatore di individuare frammenti e dettagli, tracce e vitali indizi di paesaggi naturali e spazi urbani. L’autore, con consapevolezza e originalità, riporta in luce l’immagine simbolo e di sintesi del mondo indagato.

Filippo Chieli’s reality is full of geometries, architectural perspectives and stylistic rigor. Fragments and details, tracks and life clues of natural landscapes and urban spaces. With original awareness, Filippo Chieli unearth the iconic image and the synthesis of the investigated world.

Giovanni Pelloso, Corriere della Sera, 5 luglio 2013

 

Il rigore e la meraviglia. Gli scatti di un maestro. Estetica rigorosa, in natura come in architettura: il simbolo, la sintesi. Uno sguardo originale sul mondo.

Musei Civici di Vigevano, 11 luglio 2013